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ISIS:The marketing of Apocalypse

THE LEVANT NEWS — Autore: Bruno Ballardini

Titolo: ISIS:The marketing of Apocalypse

Editore: Baldini & Castoldi, Milano, Italia

 

Una breve recensione —

 

Fin dal giugno del 2014 i nostri talk show non hanno parlato di nient’altro che dei lupi solitari che colpivano il cuore dell’Europa e dei video delle brutali esecuzioni fatte in tutto il Medio Oriente dai militanti dello Stato Islamico. Il mondo occidentale condanna e bombarda, i servizi segreti seguono le tracce dei foreign fighters, si pubblicano libri sugli scenari geopolitici che si aprono con il Califfato, ma il pericolo che esso comporta è molto più grave. Secondo l’autore – un filosofo del linguaggio e dei media che ha già pubblicato saggi di successo sull’advertising e sul marketing delle religioni – il modo con cui lo Stato Islamico sta facendo proselitismo e propaganda può essere considerato l’11 Settembre di Internet.

Come mai il culto del «ritorno alla Terra Promessa» attrae oggi tanti giovani occidentali (perfino quelli che non hanno origini arabe)? Perché lo Stato Islamico è stato capace di offrire una visione e miti che coincidono con il nostro modello, in cui anche coloro che vivono ai suoi margini possono identificarsi. E l’ha fatto abilmente utilizzando gli strumenti e il marketing della nostra industria culturale: rimuovendo gli elementi occidentali dal loro contesto e sostituendoli con i propri notiziari TV, i propri spot pubblicitari e i propri format. È in questo modo che l’ISIS è diventato un brand popolare e continua a reclutare sostenitori attraverso i social network.

La posta in gioco è l’occidentalizzazione del mondo e per questo il campo di battaglia principale è rappresentato dai media stessi. L’analisi raggiunge tre risultati: può essere letta come uno studio completo sulle tecniche e sulle strategie di comunicazione dell’ISIS; può essere considerate come un “reference boo”k per gli studiosi e per i giornalisti che vogliono approfondire queste tematiche; e ci costringe infine a riflettere sul nostro paradigm di imperialism culturale da cui l’ISIS, ci piaccia o meno, deriva.

 

 

BIOGRAFIA

Bruno Ballardini è nato a Venezia nel 1954. Saggista, è anche un esperto di comunicazione strategica. Dopo essersi lauretao in Filosofia del Linguaggio con Tullio De Mauro, ha studiato musica elettronica con Franco Evangelisti, Nei primi anni ’80, dopo un breve esordio giornalistico, ha iniziato una lunga carriera nelle multinazionali della pubblicità. È stato docente all’Università di Salerno e all’Università di Roma “La Sapienza”. Collabora con «Il Fatto Quotidiano» e «Il Sole 24 Ore». Tra i suoi saggi di maggior successo, ci sono: Gesù lava più bianco (Minimum Fax, 2006) tradotto in undici paesi, e La morte della pubblicità (Lupetti, 2012).

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